
Tre appuntamenti nazionali: il 7 novembre a Genova, il 28 novembre a Gioia Tauro e, a metà dicembre, a Roma. Al centro, la necessità di costruire un Patto sociale per il lavoro, la coesione e la crescita, capace di affrontare le trasformazioni economiche e sociali del Paese attraverso il confronto, la partecipazione e la responsabilità delle parti sociali.
È quanto ha deliberato il Consiglio generale della CISL, riunito a Roma mercoledì 21 ottobre, che ha dato mandato alla Segreteria di avviare la campagna “Il Patto che unisce. Lavoro, salari, welfare per lo sviluppo”, una mobilitazione che coinvolgerà tutta l’Organizzazione con assemblee, iniziative pubbliche e incontri con imprese, amministratori, parlamentari e Terzo settore, con l’obiettivo di sostenere le proposte della CISL a partire dal confronto imminente sulla legge di bilancio per il 2027.
È una mobilitazione che conferma la linea da sempre seguita dalla CISL, in ogni stagione e contesto politico: priorità a confronto e contrattazione, no al ricorso “preventivo” allo sciopero, travisando il senso di uno strumento di lotta che deve sempre rimanere pienamente e chiaramente sindacale. “Lo sciopero generale – sottolinea il documento approvato dal consiglio generale – è uno strumento di ultima istanza, che deve fondarsi su obiettivi precisi e motivazioni concrete, evitando di trasformarsi in un’iniziativa generica o ideologica. Una proclamazione anticipata rischia di confondere le finalità sindacali con quelle politiche, di indebolire il valore stesso dello sciopero e di compromettere le relazioni industriali proprio mentre è aperto il confronto sulle nuove regole”.
Sul fronte della manovra economico finanziaria in corso di predisposizione da parte del Governo, la CISL chiede di concentrare le risorse sulle priorità economiche e sociali, superando la logica dei bonus a pioggia. Tra le proposte, il taglio strutturale dell’Irpef a sostegno del ceto medio, la detassazione dei premi di risultato e della tredicesima, il rilancio dell’apprendistato, il rafforzamento delle politiche attive, degli incentivi all’occupazione e degli investimenti industriali. Altre priorità riguardano il finanziamento del Piano casa, il rafforzamento della sanità e del sostegno alla non autosufficienza, interventi a favore delle famiglie, rivalutazione delle pensioni e una maggiore flessibilità previdenziale, sostenibile e inclusiva.
Tra gli interventi finalizzati a reperire le risorse necessarie per sostenere lavoro, salari e welfare la CISL indica anche “un contributo di solidarietà sui superprofitti, da estendere dalle banche a tutti i gruppi che negli ultimi anni hanno beneficiato di solide rendite di posizione“. Ribadisce inoltre la netta contrarietà a condoni e rottamazioni, perché premiano chi non rispetta gli obblighi fiscali e indeboliscono la fiducia dei cittadini nello Stato.
Le posizioni della CISL e le ragioni di una mobilitazione fondata su obiettivi puntualmente indicati e condotta con modalità coerenti con la sua identità e la sua tradizione, mantenendo sempre aperta la possibilità di un’azione comune con le altre organizzazioni sindacali su contenuti e piattaforme condivise, sono riproposte in una intervista al quotidiano Avvenire della segretaria generale Daniela Fumarola.
In allegato, insieme all’intervista di Daniela Fumarola, il documento approvato dal Consiglio Generale della CISL nella seduta di mercoledì 21 ottobre 2026.
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