
Più valore alla scuola, più forza al contratto. È lo slogan che apre il manifesto nel quale la CISL Scuola indica una serie di obiettivi sui quali intende sviluppare in modo incisivo la propria azione, a partire dal negoziato in corso sulla parte normativa del CCNL 2025/27.
Il manifesto, che sarà anche punto di riferimento per il dibattito nelle iniziative territoriali e regionali in programma nella prima decade di ottobre, per la Giornata Nazionale RSU e delegati CISL Scuola, tocca diverse questioni da tempo all’ordine del giorno e sulle quali la trattativa in corso all’ARAN è l’occasione per dare risposta ad attese legate ad aspetti importanti del rapporto di lavoro: dalla mobilità, materia su cui vi sono stati ripetuti interventi per legge e di cui va invece recuperate la piena titolarità del contratto, al riconoscimento delle responsabilità legate all’assolvimento di particolari impegni, in chiave di supporto alla programmazione collegiale escludendo la creazione di gerarchie interne fra in docenti, all’omogeneità di trattamento fra personale con diversa tipologia di contratto, all’incremento delle opportunità di passaggio ad altri settori della Pa in cui poter valorizzare le competenze acquisite in ambito scolastico.
Uno dei dieci obiettivi elencati nel manifesto riguarda in particolare il personale ATA, per il quale occorre sviluppare il percorso avviato col CCNL 2022/24 che ne ha ridefinito l’ordinamento, ma soprattutto – come ha sottolineato di recente la segretaria generale Ivana Barbacci nella sua relazione del 22 settembre scorso alla Conferenza Programmatica – va sollecitata una diversa attenzione da parte della politica e della pubblica opinione, non sempre consapevole della rilevanza che hanno le mansioni tecnico-amministrative per il buon funzionamento della scuola.
Se sugli obiettivi del manifesto la trattativa in corso costituisce il banco di prova più immediato, questi segnano comunque una precisa linea di indirizzo anche in prospettiva e su terreni diversi da quello contrattuale. È chiaro, infatti, che la premessa indispensabile per una politica di forte valorizzazione del lavoro scolastico è un rilancio significativo di investimenti sul sistema di istruzione, recuperando il gap che tuttora separa il nostro Paese dalla media OCSE in termini di percentuale di spesa sul PIL. Da qui la necessità di sviluppare un intenso confronto a livello politico a partire dall’imminente avvio della discussione sulla legge di bilancio per il 2027.
È invece di natura pienamente contrattuale, ma da affrontare necessariamente in prospettiva, l’obiettivo di un riequilibrio retributivo per quanto riguarda il trattamento economico del personale docente nei diversi gradi di scuola: su questo il manifesto assume chiaramente il principio per cui a parità di titolo di accesso e di competenze non possono esservi disparità retributiva. Si tratta in sostanza di sviluppare coerentemente sotto ogni profilo, in sede negoziale, il concetto di unicità della funzione docente.
Trova conferma nel manifesto anche l’attenzione che la CISL Scuola intende rivolgere alla forme di welfare contrattuale, di cui la polizza di assistenza sanitaria integrativa recentemente introdotta anche per il personale scolastico costituisce un primo esempio, ma che può trovare applicazione anche in ambiti diversi di tutela, legati a oneri – è il caso dei buoni pasto – connessi allo svolgimento dell’attività lavorativa.
Chiude gli obiettivi del manifesto CISL Scuola la questione, ormai ineludibile, di risolvere con la redazione di un testo unificato la stratificazione di successivi contratti che ne rendono assai complicata la consultazione: lavoratrici e lavoratori hanno diritto, al fine di una chiara informazione sui propri diritti e doveri, di poter disporre di un testo del contratto di lavoro facilmente consultabile.
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